Soglio e Bondo, da Villa di Chiavenna

Accesso
Da milano a Chiavenna lungo la statale 36; alla rotonda al centro della città si prosegue a destra lungo viale Maloggia e si continua fino alla dogana di Villa di Chiavenna. Si parcheggia in un ampio piazzale nei pressi del confine.
Introduzione
Bellissimo e semplice giro che permette di visitare due antichi e nobili villaggi a pochi passi dal'Italia. Tutto l'ambiente circostante è panoramicamente interessante e molto vario: le stagioni migliori, in abbinamento con i colori della vegetazione, sono la primavera e l'autunno. Spesso il villaggio di Soglio è un po' affollato dai gruppi che qui arrivano dal percorso in quota della Val Bregaglia.
Descrizione
Dal parcheggio si sale ad attraversare il confine tramite i cancelli del passaggio pedonale (dovesse essere chiuso tocca scendere fino al valico stradale per poi risalire) e ci si trova subito fra le antiche case di Castasegna 697m; dopo poche decine di metri si imbocca a sinistra - ben segnalato - il sentiero pedonale per Soglio. Inizialmente fra belle case, poi fra baite sparse negli ordinatissimi prati del castagneto di Brentan, si sale dolcemente di quota in direzione della visibile nostra meta. La larga traccia aggira una profonda valletta fluviale mediante una galleria curva che sottopassa la cascata dello Stoll e, in alcune centinaia di metri, raggiunge la carrozzabile per Soglio. Approfittando delle scorciatoie, abbastanza ripide ma agevoli e ben tenute, si arriva in breve al piccolo parcheggio del villaggio 1090 m. Qui conviene fare una visita fra i vicoli, ammirando fienili, stalle, fontane, palazzetti nobiliari e ordinatissime abitazioni private. Punto di riferimento per proseguire l'escursione è il recinto del cimitero presso il tempio: sul lato destro si scende su di un sentiero erboso che, con ampie (e panoramiche) curve, va ad addentrarsi nel bosco affacciato sulla Val Bregaglia. L'ambiente cambia completamente e, da prativo e rigoglioso, si trasforma in dirupato sassoso e arido: si procede a gradoni su un bel sentiero sostenuto da grandi pini e talora protetto a valle da cavi corrimano; dopo un piccolo belvedere la discesa si addolcisce e si giunge su asfalto nei pressi di un ponte sulla Maira (Mera dopo il confine, in Italia). Si attraversa e, dopo gli edifici del Mulin Scartazzini, si entra fra le case di Promontogno: da qui si possono seguire come segnali delle piccole targhette gialle applicate nei pressi dei cambiamenti di direzione; ci si dirige verso l'adiacente paese di Bondo sfilando sotto i caratteristici grotti (all'apparenza si tratta di normali costruzioni, ma è presente solo la facciata e il resto dei locali si sviluppa nella montagna sfruttando gli anditi - adattati - fra i massi di antiche frane per ricavare spazi per la stagionatura di vini, salumi e formaggi). Le vie di Bondo 823 m, alternate a piazzette fiorite praticamente in ogni stagione, conducono poi, attraverso i prati al vecchio lavatoio; da qui si procede su carrareccia - tenendosi a destra nei bivi - fino ad un'azienda zootecnica che alleva pittoreschi bovini Highlander. La traccia, qui poco visibile, si inoltra in un pascolo, ma si ritrova all'inizio del bosco: il sentiero scende rapidamente ma comodamente fino ad accostarsi al fiume dopo una cascina; si attraversa su di un ponte moderno e ci si ritrova a fianco della strada cantonale, qui coperta da un paravalanghe. Seguendola verso valle per poche centinaia di metri, si arriva al posto di confine e quindi al vicino parcheggio di partenza.