Alpe Canale, da Sant'Andrea al Mot
Accesso
Da Milano a Novate Mezzola lungo la statale ; poco oltre la stazione ferroviaria sottopassare i binari andando ad imboccare la provinciale "Trivulzia". Si prosegue fino ad Era (frazione di Samòlaco) e, entrando al centro del paese, si raggiunge il piazzale della chiesa parrocchiale: qui un piccolo cartello indica la direzione per "Sant'Andrea al Mot". Poche centinaia di metri di strada asfaltata conducono ad uno slargo (pochi posti) dove viene inibita la prosecuzione ai non autorizzati.
Introduzione
Gita inedita che conduce a visitare alpeggi sperduti ed abbandonati in un ambiente estremamente selvaggio e dirupato: ci si trova in una conca rocciosa dominata dalla parete settentrionale (probabilmente mai salita) del noto Sasso Canale. Il percorso - nonostante l'indicazione di difficoltà T4 - non presenta mai difficoltà tecniche superiori a T3, ma un lungo tratto attraverso una fitta faggeta presenta forti problemi di orientamento: l'estrema scarsità dei vecchissimi segnali a vernice e la presenza di tracce di animali consiglia di costruirsi ometti di pietre ai cambi di direzione, anche per facilitare il ritorno.
Descrizione
Dal piccolo piazzale 380m c. in corrispondenza dell'inizio della Via Crucis che sale alla chiesa di Sant'Andrea al Mot si percorre la lunga (4,5 chilometri) e monotona salita lungo la pista forestale asfaltata che conduce al maggengo Paiedo 886m
[Alcune carte e una vecchia guida escursionistica suggeriscono l'uso di una scorciatoia che, in realtà, non è più riconoscibile sul terreno.]
Dopo una visita all'antico agglomerato di case in sasso (notevoli anche due fontane monolitiche) si prosegue sulla strada - ora più stretta e, a tratti, cementata - fino alla località In Cima ai Prati 1109m: da qui si segue nell'erba una vaga traccia che si dirige a Sud entrando fra i primi faggi secolari. Quando la foresta si infittisce cominciano le difficoltà di orientamento: seguendo con attenzione la lunga sequenza di ripidi tornanti ed evitando le numerose false deviazioni delle piste degli ungulati, si arriva nuovamente in un ambiente più luminoso, su di un crestone (prosecuzione della spalla boscosa appena percorsa) a margine di un vallone roccioso (Valle Casenda). In alto è già riconoscibile la baita solitaria dell'Alpe Cortesella 1636m: la si raggiunge tramite un sentiero sassoso inconfondibile dove inaspettatamente sono ricomparsi i segnali a vernice. Il sentiero prosegue in diagonale verso Sudovest entrando gradualmente nel vallone sottostante il Sasso Canale: a salita ormai addolcita e con l'attraversamento di alcuni tratti franosi - oltre un baitello di emergenza e un alto ometto di pietre - si raggiunge una vasta frana di blocchi che mimetizza quanto resta delle baite dell'isolata Alpe Canale 1925m.
Ritorno per la via di andata.
Informazioni generali
Segnavia: rosso/bianco/rosso
Tipologia percorso: a/r
Periodo consigliato: maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre
Pericolo Oggettivo: disorientamento
Esposizione al sole: est