Monte Toraggio

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sandrov
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Difficoltà: 
T3
Quota di partenza: 
1 540 m
Quota di arrivo: 
1 973 m
Dislivello: 
433 m
Tempo di salita o complessivo*: 
4h00'
Tempo di discesa: 
3h00'

Introduzione

Dal punto di vista alpinistico è la montagna più interessante delle Alpi liguri nei pressi di Sanremo. Costituita da una cima est e una ovest si raggiunge percorrendo un sentiero militare (sentiero degli Alpini).
Un altro percorso,in territorio francese, utilizzabile per la discesa, passa tra bei lariceti, i più meridionali delle Alpi. Ambiente talvolta selvaggio, inaccessibile in auto.

Descrizione

Da Sanremo in auto si raggiunge Taggia e si segue la statale 548 della valle Argentina fino a Molini di Triora. Poco prima dell'abitato troviamo una fontana, sulla sinistra, una strada scende verso uno spiazzo con una chiesetta alpina, da qui si sale al colle Melosa da dove parte il sentiero, nei pressi del rifugio CAI "Allavena".
Qui di seguito riporto l'itinerario, secondo me, più divertente. Esso forma una specie di 8 aggirando il monte Pietravecchia e il monte Toraggio,permettendo la salita ad entrambi. Ovviamente è percorribile anche al contrario.
Raccomando di procurarsi acqua al più presto,poiché oltre il rifugio vi è solo una possibilità di rifornimento e si trova sulla via del ritorno. Anche la birra può essere utile!
Dal rifugio "Allavena" (custodito), dove finisce l'asfalto e inizia uno sterrato ex-militare, un sentiero a destra sale al rifugio "monte Grai" (ex caserma, non custodito) a 1920 m, visibile dal basso. Il sentiero è piuttosto noioso ma permette di evitare il lunghissimo stradone portandoci in breve in quota. Dal rifugio si procede verso ovest seguendo un largo sentiero erboso che ci porta all'ampio passo della Valletta.
(Attenzione a non confonderlo col colle d'Agnaira, molto simile ma che vi porterebbe a perdere.)
Da questo passo si gode una splendida vista sulle Alpi Marittime con il gruppo dei tre tremila: Gelé, Maledia e Clapier e oltre. Un balise segnala comunque il passo. Un sentiero erboso conduce alla vetta del Pietravecchia 2038 m sulle cui strapiombanti pareti meridionali sono state attrezzate alcune vie ferrate. Dal balise scendiamo un poco verso destra e troviamo un sentiero, nel bosco di larici e rododendri, che scende verso la gola dell'Incisa, 1685 m.
Percorriamo un bellissimo tratto immersi nei lariceti.
Dalla gola dell'Incisa, segnalata da balise, si possono osservare le pareti verticali del Pietravecchia e del Toraggio e le loro strette stratificazioni sedimentarie di calcare nummulitico che ne denunciano l'origine marina.
Dal balise, invece di continuare la salita sul sentiero erboso, ci si immette, scendendo un poco verso sud sullo stretto "Sentiero degli Alpini" ,costruito nel 1937, che risale verso i pendii settentrionali del Toraggio. Il sentiero non presenta difficoltà particolari, ma vista la sua vetustà, in alcuni punti crollati sono state attrezzate delle corde per permettere un più sicuro passaggio.
Raggiungiamo così un bivio segnalato dove si incontra il sentiero che scende verso il "passo Muratone". Noi invece continuiamo la salita verso al "passo fonte Dragurina".
(La fonte Dragurina è una sorgente NON perenne, situata in una piccola cavità. Quasi mai vi si trova acqua.)
Poco prima di reimmetterci sul sentiero, che passando dalla fonte Dragurina ritorna alla gola dell'Incisa, ci si trova sotto lo sperone roccioso della cima ovest. Guardando la cima si nota un sentiero verso nord-nord-est, lasciamolo perdere.
Affrontiamo direttamente lo sperone e ben presto incontriamo una ripida serpentina che conduce alle roccette sommitali. Gli escursionisti più esperti troveranno sicuramente la via per raggiungere la vetta. Sotto la sommità troviamo una piccola parete verticale, volgendosi a DS si potrà intuire la via che dopo poco ci porta in vista della croce sommitale e quindi alla vetta ovest. (Libro firma).
Per raggiungere la cima est scendiamo lungo la serpentina, vediamo sulla sinistra uno sperone, scavalcato il quale, risalendo il ripido pendio erboso diretti all'estremità est ci troveremo sotto le roccette sommitali della cima. Risaliamo verso l'ultimo intaglio nel quale troviamo piccoli larici abbarbicati, e percorrendo la cresta in breve giungiamo alla vetta.
Ridiscendiamo verso il punto di attacco della cima ovest, nei pressi della fonte Dragurina e cominciamo il ritorno passando per il boscoso sentiero in territorio francese. In breve riguadagnamo la gola dell'Incisa.
Qui giunti invece di ripassare per il sentiero di salita, scendiamo verso destra, lasciandoci quindi alle spalle il balise, e rientriamo sul "sentiero degli Alpini", questa volta discendiamo la serpentina dell'orrido vallone dell'Incisa percorrendo poi lo stretto sentiero che aggira il monte Pietravecchia. Poco prima di ritornare sullo stradone troviamo un buon rifornimento d'acqua acqua.
Giungiamo quindi allo sterrato, nei pressi della fonte Itala (fonte solo di nome), che in breve ci riporta al rifugio "Allavena" e all'auto.

Informazioni generali

Via:
Segnavia: -
Tipologia percorso: a/r
Periodo consigliato: maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre
Pericolo Oggettivo:
Esposizione al sole: est
Tratti esposti:

Accesso stradale

Da Sanremo in auto si raggiunge Taggia e si segue la statale 548 della valle Argentina fino a Molini di Triora da qui si sale al colle Melosa da dove parte il sentiero, nei pressi del rifugio CAI Allavena.

Bibliografia

Cartografia

Galleria fotografica