Parco dell'Appennino Lucano - Val d'Agri - Lagonegrese

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Scheda del parco

Anno di fondazione: 2007
Superficie: 69.000 ettari
Maggior elevazione:
Comuni interessati: Abriola, Anzi, Armento, Brienza, Calvello, Carbone, Castelsaraceno, Gallicchio, Grumento Nova, Lagonegro, Laurenzana, Lauria, Marsico Nuovo, Marsicovetere, Moliterno, Montemurro, Nemoli, Paterno, Pignola, Rivello, San Chirico Raparo, San Martino d'Agri, Sarconi, Sasso di Castalda, Satriano di Lucania, Spinoso, Tito, Tramutola, Viggiano
Sito istituzionale: www.parcoappenninolucano.it
Contatti: (info: Ente Parco. Convento delle Benedettine - Palauo Manzoni, Morsico Nuovo, 0971 /95.46.56 e 0975/34.42.22, www.parcoappenninolucano.it),

Descrizione

Parco Nazionale dell'Appenino Lucano - Val d'Agri - Lagonegrese,  il più giovane dei parchi nazionali italiani ad essere istituito, nel 2007. Il Parco. con i suoi quasi 69mila ettari di estensione è un'autentica apoteosi naturalistica, con le sue vette fra le più alte dell'intero Appennino Meridionale e i suoi folti boschi di faggi, cerri, aceri, abeti, habitat perfetto per molte specie animali protette quali il lupo appenninico, la lontra, il gatto selvatico, la martora e lo scoiattolo meridionale, mentre nei cieli è molto comune incrociare con lo sguardo le traiettorie di diversirapaci quali l'aquila reale, il falco pellegrino, il nibbio reale e la poiana. oltre a gracchi corallini e gufi reali. La sua estensione longitudinale e i suoi confini altamente frastagliali ne fanno un concentrato di paesaggi fra loro molto variegati fra valli. colline e massicce montagne. Il tutto incorniciato da boschi lussureggianti attraversati da antichi tratturi per latransumanza e punteggiati da suggestivi santuari e borghi silenziosi e guardinghi che, arroccati su speroni rocciosi. scrutano dall'alto I' oriuonte. Luoghi nel cui sottosuolo scorre oro nero che si estrae da oltre dieci anni. teatro nei secoli, vista la posizione di collegamento fra Ionio e Tirreno (da qui passava peraltro l'antica via Herculia). di scontri fra civiltà. di cui riecheggiano ancora le gesta di antiche battaglie. come quella di Grumentum, oggi Grumento Nova. sul fiume Agri. fondata nella prima metà del lii secolo avanti Cristo. Qui. nell'ambito della seconda guerra punica. si affrontarono nel 207 avanti Cristo i Romani di Claudio Nerone e l'esercito dei Cartaginesi capeggiato da Annibale che. nonostante i mastodontici elefanti. subì una dura sconfitta. Ed è proprio da qui. lasciando la statale 598 fondovalle dell'Agri. che può partire il viaggio alla scoperta di lande che dalle provvide distese pianeggianti salgono attraverso tortuose strade panoramiche a scoscese montagne capaci di offrire sull'intorno vedute mozzafiato e dove nei secoli hanno spesso trovato rifugio monaci che per sfuggire alle persecuzioni saracene fondarono proprio su queste alture suggestivi luoghi di culto per dedicarsi alla vita contemplativa in atmosfere solitarie che potessero avvicinarli il più possibile a Dio. A soli otto chilometri da Grumento Nova. un intricato saliscendi di vicoletti. gli straordinari resti dell'antica colonia romana di Grumentum. L'Areo archeologica è uno delle più importanti e meglio conservate del Sud Italia tanto da essere stata soprannominata la Piccola Pompei della Basilicata. In seguito olle continue incursioni saracene la città fu abbandonata e i suoi abitanti trovarono rifugio sui monti circostanti dove fondarono nuovi villaggi e costruirono castelli e torri d'avvistamento tuttora esistenti. Dell'antica città romana rimangono. invece. perfettamente visibili l'originaria struttura urbanistica a isolati regolari e i resti dell'acquedotto. del teatro. del foro. del tempio. di alcune abitazioni. delle terme e di un anfiteatro del I secolo avanti Cristo. a ridosso del Logo del Pertusillo. Quest'ultimo, ricavato dalla costruzione negli anni Cinquanta di una diga che sbarra il fiume Agri, è uno degli invasi artificiali più grandi dello regione con un'estensione di 75 chilometri quadrati e uno capacità di 150 milioni di metri cubi d'acqua. Una grande macchia azzurra che interrompe il verde di castagneti e faggeti che si spingono fino al pelo dell'acqua, oasi imperdibile per gli amanti del birdwatching. Vi dimorano infatti folaghe, germani reali, moriglioni. cicogne bianche, cavalieri d'Italia, aironi cenerini. Lasciando il fondovalle dell'Agri si segue la ex statale 103 e la provinciale numero 11 e, attraversando radure e affascinanti punti panoramici, si sale fino a Viggiano, luogo mistico della regione che custodisce nella chiesa Madre lo splendido scultura lignea del Xlii secolo raffigurante la Madonna Nera, proclamata Protettrice della Lucania da Giovanni Paolo Il nel 1991. A moggio uno suggestivo processione di dodici chilometri conduce a spalla l'effigie al santuario dello Madonna Nero, il più importante dello regione, in posizione panoramico sul Sacro Monte di Viggiono ( l 725 metri). Qui resta fino o settembre per essere poi riportata in paese dov'è possibile ammirare anche i caratteristici portali in pietra sulle cui chiavi di volto sono spesso scolpiti strumenti musicali, segno dell'antica tradizione liuteria locale, famosa un tempo per lo cosiddetto Arpa viggionese che oggi non si produce più anche se rimangono comunque diverse botteghe di artigiani che realizzano zampogne e ciaramelle. Oltre alla chiesa Madre, consacrata nel 1735, che custodisce al suo interno bassorilievi tardo-quattrocenteschi in marmo bianco, una tela ottocentesca raffigurante Santo Cecilio, protettrice

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