Santuario di Sant'Ignazio

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Partenza a piedi dalla Torre Magnet di [[Lanzo Torinese]] (1h30')

Introduzione

Il Santuario di Sant'Ignazio è il più grande e il più noto delle Valli di Lanzo, sia per la posizione spettacolare sia per l'intensa vita religiosa che lo anima: in particolar modo i motivi paesaggistici ne fanno una delle mete più frequentate dai turisti.

Che si giunga dalla pianura o dal fondo valle, il santuario appare svettante da lontano, arroccato alla rupe su cui è stato costruito: nelle limpide giornate d'inverno, quando il clima trasforma le Valli in fiordi di nebbia, il tempio brilla inondato di sole e sembra davvero parte integrante del Monte Bastia. Grazie alla posizione dominante, dal terrazzo sottostante la chiesa si può godere di una vista mozzafiato che abbraccia la catena alpina e spazia su gran parte delle Valli.
Il Santuario di Sant'Ignazio, ancor oggi meta di ritiri ed esercizi spirituali, nacque dalla religiosità popolare ma fu ben presto prediletto soprattutto dall'alto clero e dalla borghesia torinese, come testimoniano anche le ricche collezioni di ex-voto in cui, per una volta, non prevalgono scene ingenue di vita contadina bensì immagini di una società urbana e agiata, pur se vessata da ansie e malanni assai simili.

Descrizione architettonica

La cappella originaria risale al 1629 e la sua fondazione è legata alla fama che Sant'Ignazio da Loyola, fondatore dei Gesuiti, acquistò nel territorio delle Valli di Lanzo, soprattutto grazie all'opera di Don Teppato, all'epoca parroco di Mezzenile.
Nel 1727 i Gesuiti sostituirono la cappella con una chiesa più grande, in grado di contenere il sempre crescente numero di devoti. Nel 1807, dopo alterne vicende, in seguito alla proposta dell'Arcivescovo di Torino Giacinto della Torre, il santuario divenne anche casa per esercizi spirituali: accanto alla tradizionale funzione di luogo di devozione popolare si aggiunse questa nuova, fruttuosa attività che ne fu la fortuna.
L'attuale edificio evidenzia le tre successive fasi di costruzione, più facilmente visibili nella casa per esercizi spirituali. L'attribuzione del progetto non è ben chiara: si ipotizza che Giacomo Fontana, architetto e capomastro che aveva lavorato per i Gesuiti a Cuneo, abbia fornito i disegni, mentre per quanto riguarda l'altare maggiore si pensa abbia partecipato Bernardo Antonio Vittone.
La struttura si presenta con una pianta centrale a croce: la facciata, elegante nella sua semplicità, è stata recentemente restaurata: notevoli il portale, su cui è scolpito lo stemma dei Gesuiti, e il sovrastante affresco raffigurante il miracolo dell'apparizione di Sant'Ignazio.
Di particolare interesse, all'interno, i due confessionali barocchi che recavano inciso lo stemma dei Gesuiti sui pannelli che sono stati rubati nel 1958.
La macchina processionale, complesso di statue lignee raffigurante l'apparizione di Sant'Ignazio e in origine posta proprio sulla sommità del Monte Bastia, fuoriesce per alcuni metri dal pavimento: nel 1967, per lasciare maggior spazio all'altare, tale porzione di roccia fu trasferita nella parte posteriore della chiesa, ma così facendo venne meno l'effetto scenografico voluto dai progettisti, secondo i quali la luce delle finestre laterali doveva illuminare la statua.

Ricorrenze

La festa del santuario si svolge il 31 luglio, con grande partecipazione di fedeli e visitatori.

Collegamenti esterni

www.canavese-vallilanzo.it

Scheda informativa

Altitudine: 590 m
Località: Pessinetto
Telefono e Fax: 0123.50.41.56
Cell: 349.83.73.075
Sito internet: www.santuariosantignazio.it
E-Mail: info@santuariosantignazio.it