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Cappella di San Grato (chiesa di Amay)

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  Valle d'Aosta / Saint Vincent  

Altitudine: 1425 m
Accesso: Giunti a Saint-Vincent si imbocca la SR33 per il Col di Joux. Dopo circa 13 km si raggiunge la località Amay. Alle prime case si incontra un ampio parcheggio sulla sinistra della strada. Dal parcheggio si torna indietro qualche decina di metri e si imbocca una stradina sulla destra che porta alla cappella.

Descrizione

La chiesa si trova ad Amay, frazione della collina di Saint Vincent raggiungibile percorrendo la strada che conduce al colle di Joux. Dedicata a San Grato, Sant'Anna ed ai Santi Innocenti, sorge ad est del villaggio. Non si conosce con esattezza la data in cui è stata costruita, ma si sa per certo che nel 1614 era già esistente, perché era menzionata in un verbale di una visita parrocchiale di quell'anno. In passato è stata meta di pellegrinaggio ed il 7 settembre di ogni anno i fedeli, accompagnati dal sacerdote, dai portatori della croce e dai cantori, vi si recavano in processione per partecipare alla messa ed ai vespri.

La protesta dei fedeli

L'attaccamento degli abitanti di Amay alla loro chiesetta, ci viene dimostrato da un episodio che risale alla fine dell'ottocento. Nel 1876 il vescovo emanò un particolare divieto per venire incontro ai parroci, che talvolta si trovavano a dover presenziare a più cerimonie nell'arco di una sola giornata. In tutta la Valle d'Aosta, venne proibito lo svolgimento della festa patronale dei villaggi in concomitanza con le feste di precetto. Sfortunatamente la festa di San Grato, patrono della diocesi (allora considerata ancora di precetto) coincideva con quella di Amay. Gli abitanti della piccola frazione vennero costretti a spostare di alcuni giorni la data della loro celebrazione e presero molto male questa imposizione, alla quale fecero seguito trent'anni di ribellioni e disobbedienze. Non potendo più festeggiare il loro patrono in quella data, in segno di protesta i fedeli rinunciarono del tutto alla festa patronale fino al 1890. Quando il parroco saliva ad Amay per celebrare il Santo patrono, alcuni abitanti per sottolineare la loro contrarietà ne ostacolavano il cammino con grandi alberi posti di traverso ed enormi massi fatti rotolare a valle. Inoltre molti di loro decisero di recarsi a Brusson piuttosto che scendere al borgo per la messa domenicale. La festa patronale venne finalmente ripristinata il 7 settembre, nel primo decennio del '900 grazie ad una riforma con la quale non si considerarono più di precetto le feste patronali delle diocesi.

Descrizione architettonica

La facciata principale della chiesa, protetta da un tetto a capanna in legno con manto in lose di pietra molto sporgente, reca la scritta "Saint-Grat, priez pour nous" (San Grato pregate per noi). Prima del 1920 al posto della invocazione c'era un dipinto raffigurante tre figure tra cui probabilmente San Grato. Da notare la campana con la sua forma particolare.

L'altare è tipicamente barocco ed è caratterizzato da sei colonne, di cui quattro tortili. Internamente vi sono tre nicchie che ospitano le statue di San Grato, San Giovanni Bosco ed una Madonna col Bambino. L'altare di Amay è stato dipinto dal pittore valdostano Italo Mus ed è stato esposto a Torino in occasione della mostra sul barocco del 1963.

Nella chiesa c'era una pregevole cassa riccamente decorata contenente una statua del Santo che veniva utilizzata nelle processioni che è ora custodita nel museo all'interno della chiesa parrocchiale.

La cappella è quasi sempre chiusa, ma è mantenuta in buono stato da una famiglia che ne possiede le chiavi e che vi si reca di tanto in tanto per effettuare lavori di pulizia.

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