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  Valle d'Aosta / Verrayes  

Arboretum Abbé P.L. Vescoz

Autore: Maurizio Bergamini

Accesso automobilistico

Il comune di Verrayes si può raggiungere da varie direttrici: da Nus, dalla frazione Champagne posta lungo la statale 26, da Chambave. Bisogna raggiungere il capoluogo posto a 1071 m.

Descrizione

Ad una cinquantina di metri ad ovest della chiesa parrocchiale si attraversa la frazione di Plan d'Arey lungo una stretta stradina che quasi subito diventa sterrata. Il bivio è indicato da una freccia in legno scuro con scritta bianca. Duecento metri dopo si svolta repentinamente a destra e subito si vedrà il pannello che illustra la topografia dei sentieri che attraversano il sovrastante arboreto. Da questo punto infatti si diramano diversi sentieri, per un totale di diversi chilometri di estensione. I percorsi sono attrezzati con pannelli che indicano i nomi delle principali piante e sono inframmezzati da numerose panche, per riposarsi e per godere con tranquillità questo angolo di natura incontaminata. L'ingresso è gratuito ed parco non è custodito.

Per i più pigri...

Oltrepassare il capoluogo ed imboccare la strada verso est che sale alle "frazioni alte" fino al villaggio di Promeillan (secondo la grafica corretta). Di qui si prosegue a piedi per una decina di minuti di leggera salita: la strada sterrata sbocca su uno slargo dove c'è un altro pannello informativo dell'arboreto. Ci troviamo infatti alla sua sommità. Imboccando il sentiero in discesa per poche decine di metri giungeremo al monumento agli alpini, che coincide con uno spiazzo panoramico, messo in sicurezza da una staccionata e fornito di panche.

L'Arboretum

E' il più antico della Valle, dato che è stato creato tra il 1905 ed il 1908 dal canonico Vescoz, originario proprio di Verrayes. Si è trattato di un progetto pilota nel campo del rimboschimento di aree incolte, che ha visto la realizzazione di vasche di raccolta per l'acqua di irrigazione, canalizzazioni e persino un vivaio per ottenere un acclimatamento delle piante ed quindi una loro migliore adattabilità. Infatti all'epoca il concetto di salvaguardia della bio-tipicità non esisteva, così sono state piantate oltre 10.000 piante non endemiche, tra cui spiccano tre specie di cedri, due di douglas e la sequoia gigante (che non si è affatto ingigantita). Altre piante invece hanno riscontro in Valle d'Aosta, ma non in quella zona, come il faggio ed il rovere.
La zona del giardino, denominata Pointys, è anche ricca di specie di piccola taglia: si segnala l'abbondanza di timo, la cephantera rubra, la stipa pennata e la rarissima dafne alpina.
Dal 1995 il Corpo Forestale, in occasione del 70° anniversario della morte dell'abbé Vescoz, ha ripristinato i vecchi sentieri tracciati dal canonico, ne ha aggiunti di nuovi e li ha attrezzati con cartelli che segnalano il nome delle principali piante e con una ventina di panche. L'aspetto resta comunque quello di un vero e proprio bosco, piuttosto che quello di un orto botanico, anche perché la superficie di oltre 12 ettari ne renderebbe insostenibili i costi di manutenzione.

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